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AI Act: il decreto attuativo italiano definisce controlli, sanzioni e formazione

| Giovanni Carangelo

Pubblicato il D.Lgs. 179/2026, che adegua la normativa italiana al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento definisce il ruolo delle autorità nazionali, il sistema dei controlli e delle sanzioni e introduce nuove disposizioni in materia di formazione.

L’Italia compie un nuovo passo nell’attuazione dell’AI Act, il Regolamento europeo che disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026 è stato pubblicato il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, adottato per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689. Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre 2026 e interviene in particolare sui poteri delle autorità nazionali, sul sistema sanzionatorio e sulla formazione in materia di intelligenza artificiale.

Chi vigilerà sull’applicazione dell’AI Act in Italia

Uno dei punti centrali del decreto è la definizione delle autorità chiamate a garantire l’applicazione delle nuove regole.

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) assume il ruolo di autorità nazionale di notifica, con competenze relative alla valutazione, alla designazione e al monitoraggio degli organismi incaricati della verifica di conformità dei sistemi di IA.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) svolge invece le funzioni generali di vigilanza del mercato e opera come punto di contatto unico nazionale. Restano inoltre competenze specifiche per autorità quali Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e, negli ambiti previsti dalla normativa europea, il Garante per la protezione dei dati personali.

Si delinea quindi un sistema di controllo articolato, nel quale l’impiego dell’intelligenza artificiale non può essere considerato separatamente dagli altri profili di compliance, sicurezza e protezione dei dati.

Un sistema sanzionatorio significativo

Particolare attenzione è dedicata al sistema delle sanzioni.

Per le violazioni relative alle pratiche di intelligenza artificiale vietate dall’AI Act, le sanzioni possono arrivare fino a 35 milioni di euro o, se superiore, al 7% del fatturato mondiale annuo.

Per l’inosservanza di altri specifici obblighi previsti dal Regolamento europeo, il limite può raggiungere 15 milioni di euro o il 3% del fatturato. Nei casi di minore gravità sono previste anche misure diverse dalla sanzione pecuniaria, come l’ordine di cessazione della violazione.

Numeri importanti, ma il punto non è soltanto la sanzione: il nuovo quadro rende ancora più evidente la necessità di sapere quali sistemi di IA vengono utilizzati, per quali finalità e con quali responsabilità.

La formazione diventa parte della governance dell’intelligenza artificiale

Il decreto dedica uno spazio rilevante anche alla formazione.

Per gli ordini professionali vengono previste attività formative dedicate al funzionamento e ai limiti dei sistemi di intelligenza artificiale, alla disciplina europea e nazionale e alle responsabilità deontologiche connesse al loro utilizzo.

Specifiche disposizioni riguardano inoltre la formazione del personale dell’amministrazione della giustizia, con attenzione alla normativa sull’IA, alla sicurezza informatica e alla supervisione umana dei sistemi ad alto rischio.

È un passaggio significativo perché rafforza un principio che attraversa tutta la normativa europea: non basta introdurre uno strumento di IA. Chi lo utilizza deve essere nelle condizioni di comprenderne funzionamento, limiti e rischi.

Cosa significa per scuole e pubbliche amministrazioni

Il D.Lgs. 179/2026 non è un provvedimento dedicato esclusivamente al settore scolastico. Tuttavia, le istituzioni scolastiche operano all’interno di un quadro pubblico nel quale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è destinato a essere sempre più regolato.

Per le scuole diventa quindi importante affrontare l’IA non come un semplice insieme di nuovi strumenti, ma come un tema di governance, responsabilità, formazione e protezione dei dati.

Significa, in concreto, prestare attenzione a diversi aspetti: conoscere gli strumenti utilizzati, valutarne le finalità, comprendere quali dati vengono trattati, definire ruoli e responsabilità e assicurare al personale un livello adeguato di conoscenza delle regole applicabili.

Il nuovo decreto si inserisce quindi in un percorso più ampio: l’intelligenza artificiale entra progressivamente nella quotidianità di scuole e pubbliche amministrazioni, ma il suo utilizzo deve essere accompagnato da procedure chiare e scelte consapevoli.

Dalla norma alla gestione concreta

Con l’evoluzione dell’AI Act, il tema non è più soltanto conoscere la normativa, ma capire come tradurla nelle attività quotidiane.

Per le istituzioni scolastiche questo significa mettere in relazione l’uso dell’IA con gli obblighi già esistenti in materia di privacy, sicurezza, organizzazione e responsabilità, evitando soluzioni improvvisate o valutazioni effettuate solo quando emerge un problema.

OXFirm segue l’evoluzione della normativa sull’intelligenza artificiale e affianca le scuole nella comprensione e nella gestione dei nuovi adempimenti.

Se vuoi capire cosa cambia per la tua istituzione scolastica e quali aspetti conviene verificare, parlane con il team OXFirm.

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